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Green Tech: le aziende promosse e quelle bocciate

Green Tech: le aziende promosse e quelle bocciate 20/03/2017Leave a comment

Greenpeace monitora l’efficienza energetica dei big del settore IT. Promosse Apple, Facebook e Google. Bocciati Netflix, Amazon e Samsung.

Se Internet è diventato il sistema nervoso del pianeta, di sicuro avrà bisogno di molta energia per funzionare. Data centre, infrastrutture digitali, cloud e device richiedono grandi quantità di energia, senza contare i grandi sistemi di raffreddamento necessari per evitare che le macchine si surriscaldino. La stima è che l’intero settore IT da solo consumi il 7% dell’elettricità a livello globale. E se il traffico di Internet è destinato a triplicare entro il 2020, anche l’assorbimento di energia crescerà. Ecco perché l’associazione ambientalista Greenpeace dal 2009 monitora la performance energetica delle principali aziende che lavorano nel mondo IT. Secondo l’ultimo report “Clicking Clean: Who is Winning the Race to Build a Green Internet?” di Greenpeace Usa, ai primi posti tra le green tech per l’uso di energia pulita si posizionano Apple, Google e Facebook, perché di anno in anno compiono grandi passi avanti verso un sistema di alimentazione con energia al 100% rinnovabile. Bocciati invece Netflix, Amazon e Samsung perché ancora in ritardo.

Il settore IT e le energie rinnovabili

Apple si conferma in vetta tra le green tech per il terzo anno consecutivo, precedendo di poco Google. Entrambe ricorrono sempre di più alle energie rinnovabili e si adoperano con attività di lobbying su governi e aziende. Anche Facebook riesce a ottenere il voto massimo, ossia una A. Microsoft resta più indietro in classifica, mentre Alibaba, Oracle e Samsung hanno ottenuto addirittura una D. Ultime le cinesi Tencent e Baidu, con una F.

La classifica in base ai servizi offerti

Oltre alla classifica generale Greenpeace USA ha stilato anche una classifica in base ai servizi offerti. Nello streaming video, grossa parte del traffico dati globale, si salva solo YouTube. Nello streaming musicale l’unica piattaforma green tech è iTunes di casa Apple, mentre Spotify viene bocciato con una D. Sul fronte della messaggistica iMessage, Skype e Whatsapp si posizionano in zona salvezza. Tra i social vengono promossi Facebook, Instagram e LinkedIn , ma non Twitter e Pinterest. Nell’e-commerce troviamo al primo posto eBay con una B, mentre Amazon si prende una C complessiva e addirittura una F sul fronte della trasparenza sulle performance energetiche.

I big della tecnologia asiatica

Anche se molte delle aziende americane sono state promosse, il grosso della preoccupazione arriva dai big della tecnologia asiatica. «Grazie all’impegno di società come Apple, Google e Facebook, il settore tech sta facendo grandi passi avanti per alimentare internet con energia pulita», afferma Gary Cook, analista di Greenpeace. «Un numero crescente di compagnie riconoscono il bisogno di questa transizione, anche se serve ancora una maggiore trasparenza». Negli USA ben venti società puntano ad alimentare i propri data centre solo con energie rinnovabili. In Asia questo traguardo ancora non è neanche stato preso in considerazione. Un problema, secondo Greenpeace, non solo legato alla scarsa sensibilità ambientale delle aziende orientali, ma soprattutto «alla mancanza di accesso alle rinnovabili causato dal monopolio delle utility».

Sostenibilità e X3Energy

La continua ricerca di soluzioni per alimentare il circolo virtuoso che porta alla costituzione di un sistema più sostenibile, dunque, diventa sempre più cruciale. Necessità di riduzione degli sprechi energetici e identificazione di fonti alternative sono alla base di una gestione efficiente dei consumi di qualsiasi azienda. È per questo motivo che X3Energy ha modificato da anni la propria missione, non ponendosi più solo come fornitore di energia elettrica e gas, ma come partner certificato in grado di supportare il cliente a 360°:

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